Chi entra per la prima volta nella stanza di psicomotricità di Rovereto non trova batterie di prove da superare: trova una terapista che, prima di proporre qualsiasi cosa, guarda e ascolta. Per la dott.ssa De Grandis non esiste un protocollo da applicare a tutti: esiste quel bambino, con le sue fatiche e le sue risorse da far emergere, in un ambiente dove sbagliare è permesso e riprovare è la regola.
Il titolo con cui lavora dice già molto del metodo: Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva (TNPEE), il profilo sanitario istituito dal D.M. 17 gennaio 1997, n. 56. In breve, la sua scheda professionale: laurea abilitante con lode all'Università degli Studi di Padova, preceduta da una laurea, sempre con lode, in Scienze delle Attività Motorie e Sportive a Verona; iscrizione all'albo: Ordine TSRM e PSTRP di Verona, Albo TNPEE, n. 41.
In seduta il gioco non è un premio né un riempitivo: è la lingua in cui terapista e bambino si parlano. Dentro un percorso a ostacoli o un gioco di finzione si allenano insieme il movimento, l'attenzione e le emozioni, perché nello sviluppo di un bambino questi piani non viaggiano mai da soli.
Il percorso, poi, non rimane chiuso in seduta: viene condiviso passo passo con i genitori, perché le conquiste fatte in stanza trovino posto nelle giornate vere, a casa e a scuola. La dott.ssa De Grandis riceve anche nella sede di Trento dello Studio: sul sito dedicato a quella sede racconta per esteso il proprio percorso, dagli studi tra Verona e Padova alle esperienze nei reparti e all'estero che hanno formato il suo modo di lavorare.